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Martinica e altre Isole Caraibiche

La tradizione della distillazione del rhum affonda le sue radici nel 1694, anno in cui “Le Pére Labat” inventa l’alambicco per la distillazione del prodotto ricavato dalla triturazione della canna e successiva fermentazione degli zuccheri trasformatisi in un liquido a bassa gradazione alcolica. E’ l’inizio della produzione del rhum. Nel 1870 il 60% circa della superficie dell’isola è coperta dalla coltivazione della canna. La crisi del commercio dello zucchero induce i coltivatori ad unire l’alambicco alla produzione zuccherina per dare sbocco alla loro produzione agricola. Ha così inizio l’era della produzione in forma industriale del “Rhum agricole”. Nel corso della prima guerra mondiale avviene un certo rinnovamento, le strutture si ammodernizzano e la produzione del rhum assume maggior rilievo nell’economia della Martinica. I soldati francesi trovano maggior coraggio con l’assunzione di questa straordinaria bevanda alcolica. Il rhum entra infine nella composizione degli esplosivi. La sua produzione raddoppia in breve tempo. Frattanto i distillatori metropolitani dimostrano inquietudine verso questo concorrente dai prezzi troppo bassi e dalla forma anarchica di commercio. La Francia metropolitana si mobilita limitando l’importazione dei rhum coloniali con la legge del contingentamento recante la data del 31/12/1992. Oggigiorno la Martinica può contare: 3.700 addetti al settore – 3.500 ettari piantati a canna – 220.000 tonnellate di canna prodotta. E’ nel mese di febbraio che inizia l’attività della taglia e la riapertura delle distillerie. L’organismo che presiede alla produzione del “rhum agricole” della Martinica, conscio dell’alto livello qualitativo del loro più importante prodotto, si è dato uno statuto per il controllo della qualità del “Rhum agricole”, un vero e proprio disciplinare di produzione, unico al mondo relativamente ai Rhum. Il “Rhum agricole” della Martinica è dunque una AOC.